31 Marzo: sit in P.za S. Oronzo Lecce

CE LA POSSIAMO FARE!

Tanti i cittadini e le associazioni presenti: tanti gli interventi dal palco, tutti qualificati: ricercatori, professori universitari, studiosi, sperimentatori, per opporre con la scienza le ragioni legittime del Popolo degli Ulivi.

IL PROBLEMA DEL DISSECCAMENTO (CO.DI.RO) DEGLI ULIVI STA MINANDO ECONOMIA, PAESAGGIO, CULTURA ED IDENTITA' DI UN'INTERA REGIONE!

I decreti e gli interventi normativi che si sono succeduti negli anni, dal piano Silletti, poi bloccato dalla Procura di Lecce, ai decreti “Martina” e “Centinaio” sono insostenibili e stravolgono il patrimonio olivicolo pugliese con estirpazioni indiscriminate e reimpianti delle uniche due cultivar ritenute, senza alcun fondamento scientifico, resistenti al batterio Xylella, muovendo richieste milionarie alla Comunità Europea per ridisegnare l’economia e la vocazione del territorio, il tutto in una precisa ottica di riconversione agricola verso il superintensivo. Di contro sono state ignorate le evidenze scaturite da numerose sperimentazioni, portate avanti in questi anni sia attraverso le ricerche scientifiche finanziate pure dalla Regione Puglia, che dalle buone pratiche agricole messe in atto da semplici contadini con risultati incoraggianti, portando piante disseccate a rivegetare e a produrre nuovamente.

Non è quindi solo il disseccamento degli ulivi salentini e pugliesi che sta minando il Futuro della nostra Terra: a questo si aggiungono le scelte scellerate di chi vuole speculare invece di fare il possibile per salvare i nostri preziosi patriarchi verdi.

E fra gli speculatori non siamo certo portati ad escludere le multinazionali alla ricerca di facili profitti!
Per poter andare avanti con i lavori del gasdotto, la società Tap ha ripreso in questi giorni le operazioni di espianto degli ulivi e di smantellamento dei muretti a secco.
Nell'utimo mese, più di 100 ulivi sono stati abbattuti perchè presunti infetti. Sembra che il batterio si stia diffondendo maggiormente giusto sul tracciato del gasdotto!
Leciti a questo punto risultano i dubbi e i sospetti che l'eradicazione degli ulivi nel Salento fosse funzionale ad altre operazioni economiche e commerciali.
Gps e cartine geografiche alla mano, ognuno di noi può evidenziare come il percorso dei tubi attraversi proprio zone di uliveti dove sono stati rivenuti i maggiori focolai di Xylella. Parliamo in particolare dell'aera sottostante le zone di Veglie e Oria, e poi Trepuzzi, Squinzano e Torchiarolo.
Nei cantieri del Tap gli ulivi, secondo un primo progetto, verrebbero espiantati e ripiantati nell'arco di cento metri, come prevede una recente normativa europea, adottata per evitare eventuali contagi da Xylella fastidiosa nelle zone vergini. Al termine dei lavori, ogni ulivo tornerebbe al proprio posto. E se gli alberi da espiantare venissero già dichiarati "malati"? Si potrebbero forse superare tutte queste operazioni con grande vantaggio in termini di costi e impegno da parte di chi sta costruendo il gasdotto?
A pensar male si fa peccato, ma...

Contano di far sparire 10 MILIONI DI ALBERI, anche sani, e vengono proposte persino centrali a biomasse per bruciarli tutti! Intanto il Decreto Centinaio, insiste sull’irrorazione con pesticidi neurotossici e potenzialmente cancerogeni.

Non possiamo più rimanere a guardare mentre si fa scempio, a suon di decreti, di questa bellissima e disgraziata terra. Abbiamo il dovere di fermare ogni forma di violenza e sciacallaggio.

        Non è solo il disseccamento degli ulivi salentini e pugliesi che sta minando economia, ambiente, paesaggio, cultura ed identità di un'intera regione: a questo si aggiungono le scelte scellerate di chi vuole speculare invece di fare il possibile per salvare i nostri preziosi patriarchi verdi.

Contadini ed olivicoltori allo stremo, non riescono a far fronte ad impegni economici e provvedere alla loro stessa sopravvivenza e delle loro famiglie.

Il comparto floro-vivaistico è messo in ginocchio dalla vigenza di norme che limitano il commercio e la movimentazione di molte specie vegetali.

Il paesaggio e la salute del territorio, sono gravemente a rischio: se da un lato dobbiamo ripristinare il polmone verde della regione, dall’altro non si può piantumare nulla al di fuori di due sole cultivar! Contano di far sparire 10 MILIONI DI ALBERI, anche sani e vengono proposte persino centrali a biomasse per bruciarli tutti! Intanto il Decreto Centinaio, insiste sull’irrorazione con pesticidi neurotossici e potenzialmente cancerogeni, infierendo anche sulle aziende biologiche ricadenti nelle aree delimitate le quali non potranno commercializzare i loro prodotti con il marchio biologico! Per non parlare delle multe (rivolte a chiunque possieda un uliveto) che arrivano fino a 30 mila euro! Cosa fare allora per aiutare NOI STESSI E LA NOSTRA TERRA?

 

Riteniamo fondamentale pretendere:

 

- lo sblocco della “black list”- È impensabile imporre ad una regione il blocco alla commercializzazione e all’impianto di circa 300 tipi di vegetali, fondamentali per l’economia dei vivaisti e degli agricoltori, solo perché sono possibili ospiti del batterio e al contempo consentire il nuovo impianto di due varietà olivicole anch’esse ospiti di xylella;

 

- la fine dello stato di emergenza e relativa quarantena - Il Salento, ormai da anni, vive in uno stato di “emergenza di fatto”in cui sono state prodotte norme e decreti per costringere i pugliesi ad espiantare gli ulivi, anche visibilmente sani, irrorare la terra con fitofarmaci dannosi per la salute ed impiantare le uniche due cultivar (leccino ed Fs17) che qualitativamente non sono equiparabili alle nostre cultivar autoctone e plurisecolari, comportano dispendio idrico, necessitano di continui trattamenti, e per di più sono anch’esse ospiti del batterio;

 

- la facoltà di applicare dei protocolli di cura naturali che possano favorire la rigenerazione dei suoli aumentando la resistenza tipica delle piante di olivo secolari. ABBIAMO IL DIRITTO E IL DOVERE DI PROVARE A CURARLE. Trattandosi di un patrimonio unico al mondo è assurdo che i tentativi istituzionali non siano mirati alla conservazione;

 

-il sostegno economico per chi cura gli ulivi - Sappiamo bene che prendersi cura della terra comporta molti sacrifici. Per questo crediamo che il primo passo sensato sia sostenere i piccoli agricoltori, che detengono la maggior parte del territorio agricolo e non foraggiare le grosse aziende agricole che avallano la tesi dell’emergenza xylella al fine di mettere le mani sulla ghiotta torta dei finanziamenti europei attesi per l’eradicazione degli ulivi, non certo del batterio! A tal fine riteniamo indispensabile che le pratiche per destinare i fondi ai piccoli proprietari e olivicoltori siano gestite direttamente dai Comuni o da altri enti pubblici e non attraverso patronati o associazioni di categoria, le cui trattenute assorbirebbero parte importante delle somme erogate, riducendo sensibilmente la parte spettante ai coltivatori. Pretendiamo che la politica e le istituzioni ridiano dignità a chi coltiva la terra, riconoscendo l’alto valore dei servizi ecosistemici dell’olivicoltura tradizionale a beneficio di tutto il territorio. Occorre dare fiato ad un’economia rispettosa della speranza di vita per questa terra!

 

Non possiamo più rimanere a guardare mentre si fa scempio, a suon di decreti, di questa bellissima e disgraziata terra. Abbiamo il dovere di fermare ogni forma di violenza e sciacallaggio e possiamo farlo solo se ben informati.  

 Per questo invitiamo tutti a partecipare al

           Sit In informativo di domenica 31 marzo 2019 ore 15.00

in Piazza Sant’Oronzo a Lecce.

 


  • No TAP Brindisi
    Mar 30, 2019

    Noi ci saremo


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